La recensione come spazio di dialogo con il lettore
Scrivere una recensione di un videogioco per un blog significa creare un luogo di incontro tra l’esperienza personale del giocatore-autore e la curiosità del lettore che non ha ancora toccato con mano il titolo. È un atto che richiede equilibrio: da un lato la spontaneità tipica dei blog, dall’altro la necessità di mantenere una cornice critica solida. A differenza delle testate professionali, che spesso seguono procedure rigide e linee editoriali precise, il blog permette una maggiore libertà. Ma questa libertà non deve trasformarsi in superficialità. Una recensione efficace nasce dalla capacità di proporre un punto di vista guidato, non caotico. Il lettore deve sentire che l’autore ha giocato con attenzione, che ha riflettuto su ciò che ha vissuto e che ora desidera condividere un racconto che sia utile, coinvolgente e, soprattutto, onesto.
Trovare la propria identità e non imitare quella delle testate
La scrittura su blog non deve replicare i format delle grandi redazioni. Non ha senso usare lo schema grafica-sonoro-giocabilità-
Raccontare l’esperienza senza cadere nel diario
Il blog spesso porta con sé la tentazione del diario: “Vi racconto cosa mi è successo”. Ma la recensione non è un racconto di eventi personali, è un’interpretazione. Il lettore vuole capire come funziona il gioco, che atmosfera trasmette, quali idee porta con sé, come si muove il ritmo della narrazione o dell’azione. L’esperienza personale, quando inserita con intelligenza, può rendere viva la recensione; quando prende il sopravvento, la impoverisce. È importante quindi usare la propria esperienza non come centro della recensione, ma come strumento per far emergere le qualità del gioco. La soggettività deve essere presente, ma filtrata da un ragionamento critico.
Descrivere senza anticipare
Chi entra in un blog per leggere una recensione vuole essere guidato, non privato della scoperta. Il recensore deve descrivere ciò che serve, accennare a ciò che è importante e tacere ciò che rischia di rovinare l’esperienza. Evitare spoiler non significa nascondere informazioni, ma selezionarle. Raccontare una meccanica senza svelarne la soluzione, citare un momento significativo senza riportarlo nei dettagli, evocare il tono narrativo senza ricostruire la trama: questa è la misura giusta. La recensione deve accendere la curiosità, non consumarla.
Dare una forma al discorso
Un blog permette di scrivere in modo più libero, ma il testo deve comunque avere una struttura coerente. Non bastano appunti sparsi o pensieri veloci: una recensione è un tragitto che accompagna il lettore dalla domanda “com’è questo gioco?” alla risposta “ora ho un’idea chiara di cosa potrebbe darmi”. La struttura può essere narrativa, analitica, tematica, persino poetica, purché ci sia un filo unitario. Ciò che non deve mai mancare è la progressione del pensiero: un’idea che nasce, una riflessione che si allarga, un punto di vista che diventa più nitido paragrafo dopo paragrafo.
Il valore della sincerità
Un blog vive di sincerità. Chi scrive recensioni in un blog non è costretto da logiche di redazione, non deve rispondere a riunioni editoriali, non deve misurarsi con le pressioni dei publisher. La sua forza è la libertà. Ma la libertà porta con sé una responsabilità: non tradire la fiducia del lettore. Chi legge una recensione vuole sentire che l’autore non sta enfatizzando per moda, non sta odiando per sport, non sta ammorbidendo il giudizio per timore. La sincerità non è aggressività né sfogo emotivo: è limpidezza. Dire bene senza piaggeria, dire male senza cattiveria gratuita. Una recensione sincera lascia un segno.
Una conclusione che apre lo sguardo
La parte finale di una recensione non deve essere un riassunto degli aspetti già citati, ma una sintesi che restituisce il senso complessivo dell’opera. È il momento in cui il discorso trova un centro e il recensore può dichiarare, con maturità, quale impressione generale il gioco gli ha lasciato. Non si tratta di dare un voto, che spesso schiaccia la complessità in un numero, ma di restituire una sensazione, una visione, una direzione. La conclusione non deve chiudere il discorso: deve lasciarlo respirare, permettendo al lettore di immaginare cosa proverà giocando.
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